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Fondo pensione ESPERO

Fondo ESPERO senza ritorno, in galera a vita.

Da Una Lettera di un’insegnante al quotidiano Italia Oggi del 2 febbraio 2010

Sono un’insegnante di scuola primaria entrata in ruolo l’1.9.2007 e ho aderito al Fondo Espero dall’1.1.2008. Al momento per motivazioni personali desidererei sospendere la partecipazione al suddetto fondo. Purtroppo, in base all’articolo 8 comma 6 e 7 del decreto legislativo 252 del 2005 è possibile soltanto che non siano versate più le contribuzioni mensili da parte del lavoratore e del datore di lavoro, m al contrario non è consentita la sospensione dell’accantonamento del TFR destinato al fondo e contabilizzato dall’Inpdap. Io invece intendo proprio sospendere l’accantonamento del TFR. In futuro potrà essere presa in esame la possibilità di modificare l’attuale statuto in modo che gli associati siano liberi di interrompere in qualsiasi momento l’accantonamento al Fondo Espero sia delle contribuzioni mensili sia del TFR?

Jolanda Fumaroli – Bari

UNA ASSOCIAZIONE o UNA FEDERAZIONE ?

Cosa stiamo creando?

Uno degli argomenti che abbiamo affrontato nella riunione del 15 gennaio a Roma è stato proprio quello di cosa fosse più opportuno e urgente: organizzarci in una associazione o in una federazione? Gli interventi si sono distribuiti sulle due opzioni e ciascuna delle due era sorretta da motivazioni ragionevoli ed importanti. A noi, Piero e Fulvio dei Cobas di Roma, è parso che le argomentazioni a favore dell’Associazione ruotassero intorno all’esigenza di alcuni gruppi presenti di avere un punto di riferimento nazionale con il quale condividere una identità alla sua nascita, costruire contemporaneamente la propria identità locale con una identità in qualche misura centrale e nazionale. Un processo quindi in cui attività locale e centrale si sostengano e rafforzano a vicenda, percorsi in qualche misura indispensabili l’uno all’altro.

Tra indicizzazione delle pensioni e aggancio alla dinamica dei salari

LA GRANDE DIFFERENZA

Bisogna proprio disporre di una vista da aquile per vedere a gennaio quale è stata la differenza tra la pensione del 2009 e quella che prenderemo nel 20010.

Come tutti sanno le aquile sono animali dalla vista acutissima riescono a vedere a centinaia di metri i più piccoli particolari delle loro vittime: rettili, topi, conigli…. tanto da poterne prevedere il percorso che stanno per intraprendere ed essere sul punto al momento giusto.

 

AGENDA DELLE PENSIONI

Perequazione per il 2010

Per tutto l’anno 2010 resta in vigore la legge n.127 del 2007 che stabilì per il triennio 2008-2010 la copertura al 100% dall’inflazione ufficiale misurata dall’Istat (ben lontana da quella reale che registrano pensionati e lavoratori facendo la spesa o pagando l’affitto e le bollette).

Questa copertura dall’inflazione vale solo per le pensioni che non superano il quintuplo del trattamento minimo dell’Inps, cioè i 2.288,80 euro al mese. Per coloro che superano l’importo di 2.288, euro mensili l’indicizzazione sarà soltanto al 75% dell’inflazione registrata dall’ Istat.

Con la Circolare 132 del 2009 dell’Inps e la nota n.67 dell’Inpdap si da il via all’adeguamento previsto rispetto all’inflazione registrata dall’Istituto di Statistica dello 0,7 % per le pensioni fini a 5 volte il trattamento minimo e dello 0, 525% per coloro che hanno pensioni che superano l’importo di 2,288,80 euro mensili.

PENSIONI SEMPRE PIU' MISERE con la revisione dei coefficienti

In pensione con meno soldi e più tardi!

Questo è sempre stato l'incubo di lavoratori e lavoratrici. Incubo che si sta maledettamente concretizzando con l’azione congiunta dei padroni e dei governi che si sono succeduti dal 1992 in avanti (senza particolari distinzioni tra centrodestra e centrosinistra, anzi i provvedimenti di questi ultimi sono stati quelli più “efficaci” in tal senso).

lunedì 15 aprile 2013 ore 16, nei locali dell’Associazione culturale “Il cielo sopra l’Esquilino” in Via Galilei 53, a Roma (100 metri da via Labicana: fermata metro Manzoni, linea tramviaria 3; da stazione Termini 1,5 Km)