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Sui FONDI PENSIONE

Fondi Pensione nel Pubblico Impiego: IL TEMPO S’AVVICINA
Si moltiplicano i segnali che si sta avvicinando il tempo in cui dovremo sopportare un’altra campagna di falsità con la quale si cercheranno di indurre i lavoratori del Pubblico Impiego a devolvere il loro TFR a qualche fondo pensione chiuso (sinonimi: negoziale, sindacale, contrattuale) o aperto (Società Gestione Risparmio, banca, assicurazione) che sia.

Fondo ESPERO? E che, so’ matto?!?!
Come sono andati negli ultimi anni, i Fondi negoziali, in confronto al TFR?
Chiarimenti e commento alla tabella allegata.

A proposito del 14 dicembre

 

I COBAS, così come tutte le altre forze significative del sindacalismo di base e conflittuale, non ritenevano che dallo scontro interno al ceto politico-parlamentare di centrodestra, messo in scena in Parlamento martedi 14, nella totale afasia di contenuti alternativi al berlusconismo da parte della “sinistra” politico-istituzionale, potesse uscire alcunchè di positivo per il conflitto e per una prospettiva di significativo mutamento delle politiche economiche e sociali dominanti e condivise tra centrodestra e centrosinistra. Pensiamo infatti che se i “poteri forti” vogliono sostituire Berlusconi non è certo per spostare a “sinistra” la situazione sociale italiana: ma perché, in vista di un ancor più massiccio attacco ai salariati, ai beni comuni, all’istruzione, ai servizi sociali e ai settori popolari (e in particolare, in vista delle probabili pressioni della Commissione Europea nei confronti dell’Italia per ulteriori tagli e sacrifici popolari) vorrebbero un governo quanto più possibile “trasversale” che garantisca al massimo il consenso, ivi compreso quello di tutti i sindacati concertativi, per avere mano libera ed evitare il più possibile significativi conflitti. E ci sembra che quanto è accaduto nell’Aula parlamentare martedi confermi questo nostro giudizio.

PAROLE CHE INGANNANO

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati

mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio,

malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Ai compiti previsti da questo articolo provvedono

organi o istituti predisposti o integrati dallo stato.

art. 38 Costituzione della Repubblica 1948

Senza dubbio il risparmio che i lavoratori realizzano per la copertura dal rischi vecchiaia costituisce oggi la ricchezza “mobile” maggiore del nostro pianeta. Ci sono paesi in cui i fondi pensione gestiscono patrimoni superiori allo stesso Prodotto Interno Lordo del paese (Olanda, Svizzera, Islanda tra i paesi OCSE), paesi nei quali i fondi pensione superano il 50% delle ricchezze misurate dal PIL (Stati Uniti, Canada, Finlandia, Inghilterra, Australia).( v. nota 1)

Il valore complessivo dei fondi pensione, nei paesi dell’OCSE ha raggiunto, nel 2009, il 70% della somma dei PIL di tutti e 33 paesi che compongono l’OCSE. Se si aggiunge la quantità di risparmio pensionistico gestito direttamente dagli Stati e che, grazie al sistema a Ripartizione, non andrà mai a finire nel circuito del capitale finanziario, si può ben dire che nel nostro pianeta la quantità di ricchezza complessiva che gli umani risparmiano per la loro vecchiaia supera la somma di tutti il PIL del mondo. Questo spiega la ragione per cui l’ingordigia capitalistica vorrebbe che questa ricchezza residua venisse anch’essa privatizzata e che finisse lo “scandalo” dei sistemi Pubblici a Ripartizione, che si preoccupano soltanto di garantire “importi generosi” ai lavoratori in pensione e salvaguardare la qualità delle loro condizioni di vita, sottraendo questa residua ricchezza al circuito del capitale finanziario. I campioni di questo scandalo sono la Francia, l’Italia e la Germania: in Francia i fondi pensione privatistici proprio non esistono, in Italia dopo tanti sforzi raggiungono solo il 3,5%, ed in Germania il 4,7% . Nell’Europa continentale, eccetto il Portogallo (12%) e la Polonia (11%) nessuno degli altri paesi raggiunge il 10%. Sono proprio i sistemi pensionistici, largamente pubblici, previdenziali e a ripartizione, di questi tre Paesi che sono sotto attacco, perché anche in essi quote sempre maggiori vengano privatizzate. (v. nota 1)

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA IMPEDIAMO LA FINANZIARIA-MASSACRO

SABATO 5 GIUGNO TUTTI/E IN PIAZZA A ROMA

Il durissimo conflitto che si svolge in Grecia ha una importanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale, per le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e dei più indifesi tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici e dei beni comuni.

lunedì 15 aprile 2013 ore 16, nei locali dell’Associazione culturale “Il cielo sopra l’Esquilino” in Via Galilei 53, a Roma (100 metri da via Labicana: fermata metro Manzoni, linea tramviaria 3; da stazione Termini 1,5 Km)