UNA ASSOCIAZIONE o UNA FEDERAZIONE ?
Cosa stiamo creando?
Uno degli argomenti che abbiamo affrontato nella riunione del 15 gennaio a Roma è stato proprio quello di cosa fosse più opportuno e urgente: organizzarci in una associazione o in una federazione? Gli interventi si sono distribuiti sulle due opzioni e ciascuna delle due era sorretta da motivazioni ragionevoli ed importanti. A noi, Piero e Fulvio dei Cobas di Roma, è parso che le argomentazioni a favore dell’Associazione ruotassero intorno all’esigenza di alcuni gruppi presenti di avere un punto di riferimento nazionale con il quale condividere una identità alla sua nascita, costruire contemporaneamente la propria identità locale con una identità in qualche misura centrale e nazionale. Un processo quindi in cui attività locale e centrale si sostengano e rafforzano a vicenda, percorsi in qualche misura indispensabili l’uno all’altro.
Sicuramente quindi, ragioni serie e comprensibili anche per chi, come noi, invece propende più per la Federazione. Sosteniamo che la Federazione è la forma organizzativa più idonea a raccogliere esperienze diverse. Rispettare percorsi e provenienze diversi realizzati come lavoratori, come cittadini, come gruppi di pensionati. Una Federazione consente non solo di raccogliere le esperienze e l’impegno individuale ma anche di associare nell’impresa esiti sparsi di tentativi precedenti o in corso di autorganizzazione dei pensionati. Noi dei Cobas siamo impegnati a dar vita a gruppi locali di pensionati (Comitati di Base di pensionati) che abbiano radici in una esperienza di autorganizzazione dei lavoratori più che ventennale e che ci ha visti attivi nella nostra vita lavorativa. Ma siamo anche molto interessati a organizzarci insieme a chi è partito o sta partendo da punti diversi o è alla ricerca di un’occasione di organizzazione finora inesistente. Pensiamo che sia essenziale anche per noi avere punti di riferimento più vasti e condividere elaborazioni, obbiettivi ed esperienze diverse.
Come si vede le due esigenze sono entrambi legittime ed importanti e crediamo che non sarà difficile comporle in una unica organizzazione che sia in grado di soddisfarle entrambi. Ma secondo noi la forma federativa evoca altri valori ed impostazioni aldilà del nominalismo. La prima di questa impostazioni è l’autorganizzazione che significa essenzialmente che l’organizzazione che stiamo per far nascere non delega a nessuno né la elaborazione degli obiettivi né le forme di lotta e di iniziativa che vorremo prendere. Perciò rifiutiamo il professionalismo politico e sindacale e contiamo sulle nostre forze unite e organizzate, perciò è indispensabile fiducia e cooperazione.
La federazione è una forma che stimola la partecipazione, l’autonomia, la capacità di iniziativa sul territorio, costituisce un antidoto alla dilagante voglia di delega che sta ammorbando il nostro paese. L’autorganizzazione e la federazione costituiscono un terreno fertile per organizzare il conflitto e l’iniziativa autonoma. Senza l’aspirazione e la prospettiva di creare conflitto e lotte le possibilità di partecipare alle trasformazioni e ai cambiamenti è pressoché pari allo zero. In questo campo i pensionati hanno tutti molto da imparare ma abbiamo condizioni buone per apprendere e potremmo avere un ruolo di esempio non disprezzabile.
Naturalmente nessuna formula cartacea garantisce alcunché, ma anche solo questa scelta della forma organizzativa e del nome può costituire l’occasione per chiarirci e condividere le idee, che non è cosa da poco.
Questi pochi paletti brevemente e frettolosamente esposti danno un valore altissimo all’esperienza che stiamo per intraprendere, un valore non solo sul piano materiale della difesa e del miglioramento delle nostre condizioni di vita ma anche sul piano culturale e dei valori. Per dirla in breve, alla nostra veneranda età e nonostante gli acciacchi vogliamo essere protagonisti delle nostre esistenze e contrapporci a chi ci vorrebbe tutti mansueti consumatori.
Piero e Fulvio, pensionati Cobas di Roma